dite tutto sulla TV qui !

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Re: dite tutto sulla TV qui !

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Oggi doppio appuntamento motociclistico su TV8 MotoGP e SBK :ok: :ok: :ok:
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Re: dite tutto sulla TV qui !

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SPOT PUBBLICITARI
La fantasia si è materializzata pubblicità degli assorbenti Nuvenia? Ero sul momento ma sta cosa mi sembra di conoscerla hahahahhahhha
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Re: dite tutto sulla TV qui !

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Ieri sera mi son visto tu si che si che vales un programma di intrattenimento . Artisti veri che si sfidano giocolieri, attrezzisti, maghi, di tutto di più con la simpaticissima sempre bella Ferilli, Scotti ecc.
Arrivo al dunque una coppia di ballerini bravissimi che il loro show lo facevano a tema ieri era la violenza sulle donne ! Sono a riusciti a trasmettere veramente questa violenza bravi e basta come anche brava la nonnina di 81 anni che suonava il piano con il suo messaggio di gioia e speranza . Meritava la visione
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Re: dite tutto sulla TV qui !

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Concordo pienamente fanno di tutto per rendere le persone sempre più ignori , mettici vicino giornalisti che dire tali diventa difficile , mettici vicino calcio rimane poco spazio ....... non lamentiamoci di questa società .. La bella lettera di un insegnante.

“IO VI ACCUSO

Barbara D’Urso, Maria De Filippi, Alfonso Signorini, Alessia Marcuzzi e tutta la schiera della vostra bolgia infernale… io vi accuso.

Vi accuso di essere tra i principali responsabili del decadimento culturale del nostro Paese, del suo imbarbarimento sociale, della sua corruzione e corrosione morale, della destabilizzazione mentale delle nuove generazioni, dell’impoverimento etico dei nostri giovani, della distorsione educativa dei nostri ragazzi.

Voi, con la vostra televisione trash, i vostri programmi spazzatura, i vostri pseudo spettacoli artefatti, falsi, ingannevoli, meschini, avete contribuito in prima persona e senza scrupoli al Decadentismo del terzo millennio che stavolta, purtroppo, non porta con sé alcun valore ma solo il nulla cosmico.

Siete complici e consapevoli promotori di quel perverso processo mediatico che ha inculcato la convinzione di una realizzazione di sé stessi basata esclusivamente sull’apparenza, sull’ostentazione della fama, del successo e della bellezza, sulla costante ricerca dell’applauso, sull’approvazione del pubblico, sulla costruzione di ciò che gli altri vogliono e non di ciò che siamo.

Avete sdoganato la maleducazione, l’ignoranza, la povertà morale e culturale come modelli di relazioni e riconoscimento sociale, perché i vostri programmi abbondano con il vostro consenso di cafoni, ignoranti e maleducati. Avete regalato fama e trasformato in modelli da imitare personaggi che non hanno valori, non hanno cultura, non hanno alcuno spessore morale.

Rappresentate l’umiliazione dei laureati, la mortificazione di chi studia, di chi investe tempo e risorse nella cultura, di chi frustrato abbandona infine l’Italia perché la ribalta e l’attenzione sono per i teatranti dei vostri programmi.

Parlo da insegnante, che vede i propri alunni emulare esasperatamente gli atteggiamenti di boria, di falsità, di apparenza, di provocazione, di ostentazione, di maleducazione che diffondono i personaggi della vostra televisione; che vede replicare nelle proprie aule le stesse tristi e squallide dinamiche da reality, nella convinzione che sia questo e solo questo il modo di relazionarsi con i propri coetanei e di guadagnarsi la loro accettazione e la loro stima; che vede lo smarrimento, la paura, l’isolamento negli occhi di quei ragazzi che invece non si adeguano, non cedono alla seduzione di questo orribile mondo, ma per questo vengono ripagati con l’emarginazione e la derisione.

Ho visto nei miei anni di insegnamento prima con perplessità, poi con preoccupazione, ora con terrore centinaia di alunni comportarsi come replicanti degli imbarazzanti personaggi che popolano le vostre trasmissioni, per cercare di essere come loro. E provo orrore per il compiacimento che trasudano le vostre conduzioni al cospetto di certi personaggi.

Io vi accuso, dunque, perché di tutto ciò siete responsabili in prima persona.

Spero nella vostra fine professionale e nella vostra estinzione mediatica, perché solo queste potranno essere le giuste pene per gli irreparabili danni causati al Paese.

Marco Galice”
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Re: dite tutto sulla TV qui !

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Bel film ieri sera su iris
Trama Fiore del deserto
La vera storia di Waris Dirie, che inizia nei deserti africani per finire nel mondo delle top model. All'età di 13 anni fugge dalla famiglia nomade per scampare ad un matrimonio forzato. Aiutata dalla nonna a Mogadiscio, viene inviata a Londra dove diventa una serva dell’Ambasciata Somala. Questo la esclude dall'apprendimento della lingua inglese. Si guadagnerà poi da vivere con lavori umili, finché un giorno il fotografo Terry Donaldson la convince a posare. Waris, al culmine del suo successo, trova il coraggio di raccontare la sua storia.

RECENSIONE
di Anna Maria Pasetti

Non è prescritta dal Corano e di questo è a conoscenza mezzo mondo. Eppure la pratica dell’infibulazione rende vittime circa 6mila bambine ogni giorno, secondo i dati raccolti dall’ONU. Anche Waris Dirie, somala, a 3 anni è stata mutilata. Bellezza rarissima e per questo diventata una delle top model più richieste di tutto il pianeta, la vita le ha regalato dolore e successo a livelli estremi. La sua incredibile autobiografia, Desert Flower (Fiore del deserto, significato del suo nome) ha venduto 11 milioni di copie e oggi è diventato un film, omonimo, per mano della regista tedesco americana Sherry Hormann.
Intensa nei panni della Dirie, bimba nomade che da sola fugge dal villaggio a Mogadiscio e poi si ritrova e Londra, è la modella-attrice etiope Liya Kebede, che condivide l’intensa ricostruzione cinematografica con i britannici Sally Hawkins e Timothy Spall. Della durata di due ore e imbastito secondo la convenzione narrativa che procede tra linearità e flashback, Desert Flower nasce per il suo contenuto straripante e per questo si trattiene nei limiti dell’anti-velleitarismo linguistico, con qualche venatura melodrammatico-musicale di troppo. L’apertura nell’aridità del deserto somalo, i bambini, le capre e la miseria fanno da naturale contrasto con il luccichio delle passerelle e con il regno dell’apparire, nel quale Waris, filiforme emanazione di grazia, emerge per la straordinaria sintesi di potere erotico e sguardo indifeso.
“Il giorno che ha cambiato la mia vita” diventa il cuore del discorso: non è quando il popolare fotografo di moda inglese Terry Donaldson (Spall) la nota, donna delle pulizie in un fast food qualunque, lingua inglese quasi inesistente, paura dell’aria circostante, bensì è “quel momento, da bambina, in cui mia madre mi ha mutilata. Nel deserto. Il sangue, le lacrime, gli urli”. Il ricordo mai rimosso da Waris non ha causato odio verso la propria famiglia, ma l’ha portata con intelligenza ad utilizzare il suo successo per denunciare le atrocità di una pratica disumana davanti alle Nazioni Unite: per questo l’ex segretario generale Kofi Annan l’ha nominata ambasciatrice straordinaria dell’ONU.
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