chi siamo

La nostra storia...chi siamo, da dove veniamo, cosa guidiamo...

chi siamo

Messaggioda president » domenica 3 febbraio 2008, 2:35

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Siamo un gruppo di appassionati della moto amiamo viverla a 360°. Principalmente siamo mototuristi, dall' andatura brillante che raramente si tramuta in smanettona. Ma siamo aperti a tutti gli appassionati non abbiamo tessere, non abbiamo nessun vincolo, non abbiamo scopo di lucro, non siamo a norma ISO 9002, non abbiamo sede . siamo liberi!!!!!!. Ma ci troviamo ogni domenica per un giro, organizziamo uscite sempre con il motto: massima resa minor spesa !!!!! ( pizze e cene, capodanni, cinema, frasche ecc). Organizziamo tour di due o più giorni, partecipiamo ad alcuni motoraduni, andiamo ad assistere a gare su pista, moto GP, SBK, Alpe Adria, supermotard, speedway a Terenzano , Lonigo, Krsko, ecc…
La storia: tanti anni fa alcuni di noi pensarono di darsi un nome. In breve: davanti al “manicomio” di Udine c' era e c'è ancora oggi un bar chiamato “al gatto nero.” Dalle nostre parti era consuetudine dire che una persona un po' strana “ abitava di fronte al gatto nero “ : da qui il nostro nome!!!! Per chi fosse superstizioso le streghe tenevano un gatto nero per allontanare i malefici. Da allora il gruppo di amici si è notevolmente allargato: naturalmente la nostra caratteristica principale è rimasta sempre la stessa. L'importante è divertirsi in compagnia e ricordatevi: LA MOTO LOGORA CHI NON CE L'HA !!!
il President mandi

Vivi anche tu l'attimo fuggente insieme a noi !!!!! :ok:


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Re: chi siamo

Messaggioda president » martedì 5 febbraio 2008, 23:49

per cronaca a festa dei gatti neri è il 17 novembre e per chi fosse superstizioso:
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Alcuni scienziati americani hanno stabilito che questo tipo di felini ha un gene, che li rende più resistenti e che potrebbe aiutare l’uomo a combattere alcune tra le più gravi malattie
Sorpresa! Il gatto nero non porta affatto sfortuna come credono i più superstiziosi.
Al contrario porta fortuna! Per il momento a se stesso, ma non è escluso che in futuro possa aiutare a combattere gravissime malattie, come l’AIDS.
Già, perchè pare proprio che il manto nero del gatto nasconda virtù terapeutiche sinora insospettate.
Di certo i gatti con la pelliccia color delle tenebre, come alcuni giaguari e leopardi (le pantere) risultano più forti e resistenti, non solo perchè meno visibili e quindi più agevolati alla caccia notturna.
Il fatto è che la pelliccia nera è frutto di una serie di mutazioni genetiche, come hanno scoperto alcuni ricercatori americani del Maryland.
Gli scienziati hanno messo a confronto il DNA del gatto con quello dell’uomo e hanno scoperto che l’animale presenta difetti genetici ereditari che trovano molto spesso una corrispondenza nell’essere umano.
Non solo, ma gli esperti hanno stabilito quali sono i geni che sono all’origine del manto nero (melanismo) che contraddistingue peraltro 11 delle 37 specie di gatti.
Una percentuale così alta, farebbe perciò pensare che non sia un caso che la natura abbia dotato questi felini del loro pelo nero.
Significherebbe, insomma, che tale pelliccia possa servire al micio per garantirgli una resistenza maggiore ai virus più pericolosi.
E siccome uno dei geni del gatto, il MC1R (collegato al colore nero del pelo) è simile al gene umano CCR5 che ha un ruolo essenziale nella lotta delle cellule umane contro l’AIDS, si potrebbe ipotizzare che il gene che caratterizza il pelo nero del gatto e la sua maggiore resistenza alle malattie, possa un giorno rendere più resistente ai virus anche l’organismo degli uomini infetti.

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Ad eccezione del nord dell'Inghilterra, dove era considerato fortunato il possessore di un gatto nero, ma sfortunato chi ne incrociava uno senza padrone, i gatti neri furono da sempre identificati con il satanico e per questa ragione perseguitati. Ma vi furono alcune civiltà che li adoravano, ad esempio gli Egizi.
Il gatto è stato associato in particolare alle streghe, delle quali ne è il fedele compagno di malefatte. Questa idea può derivare dal fatto che il gatto, seppure sia diventato domestico da milioni di anni, ha tuttavia conservato istinti e atteggiamenti misteriosi.
Il cacciare prevalentemente di notte, il non ubbidire come il solerte cane agli ordini dell'uomo, l'avere, (se si può parlare di carattere per gli animali) un carattere totalmente libero, hanno fatto del gatto un mistero. E' stato legato così al notturno, al magico e alla luna, quindi alla donna, per quell'associazione di idee che si contrappone a quella che vede il sole come uomo. Le sue pupille, simili a globi luminosi, fecero sorgere la credenza in passato, che potesse prevedere il futuro. Alcuni comportamenti venivano osservati dalle popolazioni, perchè credevano che potessero segnalare le variazioni meteorologiche.
Ad esempio, se il gatto faceva le capriole, ci sarebbe stato molto vento, se si strofinava spesso le orecchie, pioveva, e se si sdraiava accanto al focolare, sarebbe stata bufera.Se si gratta contro un tavolo cambierà il tempo e se dopo si lecca la coda sarà pioggia in arrivo, lo stesso se si distende con la testa sul pavimento
Se sbadigliava un'importante opportunità stava per arrivarvi. Vedere un gatto che corre via vuole dire che un vostro segreto sarà presto rivelato. Se starnutisce tanta fortuna in amore sta per arrivare alla vostra porta, ma se starnutisce tre volte nella vostra casa si avrà la febbre. Miagolare presadisce qualcosa di negativo, specialmente se in viaggio.



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Due studenti in auto si dirigono all’università per sostenere un esame. Ad un semaforo passa loro davanti un gatto nero. Ed è subito panico! E’ il nuovo spot pubblicitario di una nota azienda che aiuta gli studenti a superare gli esami. Un siparietto divertente ma che lancia un messaggio sbagliato e cioè che il gatto nero porti sfortuna. “Non è un messaggio educativo” ha dichiarato l’ENPA, l’Ente Nazionale Protezione Animali che ha anche chiesto di ritirare lo spot dalle programmazioni televisive. “Si rischia di rafforzare nei giovani la convinzione che i gatti neri siano davvero portatori di jella”. Quella dell’ENPA è una presa di posizione che a mio avviso è legittima.

Troppo spesso infatti si scherza su questioni che invece sono drammaticamente serie. Nel nostro Paese sono ancora moltissime le persone convinte che i gatti neri portino con loro la malasorte e si tratta di credenze talmente radicate che è quasi del tutto inutile cercare di usare la logica.

Quando si dice che la questione è drammatica, non si esagera. I volontari delle varie associazioni animaliste confermano l’alto numero di gatti neri abbandonati proprio perché creduti “sfortunati”. Non solo ma è anche tragicamente reale l’abitudine di certi automobilisti di investire gatti neri, convinti che in questo modo si allontani da loro la jella. Gli amanti dei gatti – ma anche le persone dotate di buon senso – non possono che inorridire al sentire simili notizie.

Che fare, se la mentalità generale non ce la fa ad evolversi? Come agire, se nel 2005 sopravvivono ancora le credenze del Medioevo? Che il considerare un gatto nero “jettatore” sia una stupidità, lo dimostra il fatto che nei Paesi anglosassoni è vero il contrario. In Inghilterra, ad esempio, il gatto nero porta bene. In un suo libro, lo zoologo Desmond Morris, un’autorità mondiale in fatto di gatti, spiega da cosa nasce l’abitudine di ritenersi fortunati se un micio nero entra in casa. Morris racconta che nell’antico Egitto la visita di un gatto nelle abitazioni era sempre festeggiata perché significava avere lontani i topi. Col tempo questa credenza, esportata in Europa, venne applicata ai soli gatti neri e rimase valida anche in epoca Medioevale, quando la Chiesa dichiarò guerra a tutti i piccoli felini perché amici del diavolo. E’ bene ricordare che tra il 1000 e il 1700 vennero uccisi milioni e milioni di gatti in nome della fede e c’è chi sostiene che fu anche per questo irresponsabile massacro che dilagarono le epidemie di peste: se ci fossero stati i gatti a cacciare i ratti, portatori della malattia, la peste avrebbe fatto meno vittime. Desmond Morris continua spiegando che in quel periodo anche in Gran Bretagna si consideravano i gatti neri creature demoniache ma c’era la convinzione che restare illesi dopo averne incontrato uno significava avere una grandissima fortuna. Da ciò, i gatti col pelo scuro diventarono degli amuleti. Ancora oggi nella contea dello Yorkshire la gente è convinta che se un gatto nero entra di buon mattino in camera da letto, la giornata sarà splendida e fortunata. E se a vedere il gatto è una ragazza giovane, significa che presto si sposerà. Esiste infatti il detto “Quando il gatto di casa è nero, alle ragazze non mancheranno gli spasimanti.”

Secoli e secoli di superstizione hanno però reso i mici neri scaltri e guardinghi. Tra i gatti europei, razza che può presentare una moltitudine di colorazioni del mantello, i neri sono quelli più decisi e quelli che sanno meglio di tutti adattarsi alle difficoltà. E’ stato rilevato che più della metà dei gatti randagi presenti nelle città, dove la vita è difficile, è proprio di colore nero. Due studenti in auto si dirigono all’università per sostenere un esame. Ad un semaforo passa loro davanti un gatto nero. Ed è subito panico! E’ il nuovo spot pubblicitario di una nota azienda che aiuta gli studenti a superare gli esami. Un siparietto divertente ma che lancia un messaggio sbagliato e cioè che il gatto nero porti sfortuna. “Non è un messaggio educativo” ha dichiarato l’ENPA, l’Ente Nazionale Protezione Animali che ha anche chiesto di ritirare lo spot dalle programmazioni televisive. “Si rischia di rafforzare nei giovani la convinzione che i gatti neri siano davvero portatori di jella”. Quella dell’ENPA è una presa di posizione che a mio avviso è legittima.

Troppo spesso infatti si scherza su questioni che invece sono drammaticamente serie. Nel nostro Paese sono ancora moltissime le persone convinte che i gatti neri portino con loro la malasorte e si tratta di credenze talmente radicate che è quasi del tutto inutile cercare di usare la logica.

Quando si dice che la questione è drammatica, non si esagera. I volontari delle varie associazioni animaliste confermano l’alto numero di gatti neri abbandonati proprio perché creduti “sfortunati”. Non solo ma è anche tragicamente reale l’abitudine di certi automobilisti di investire gatti neri, convinti che in questo modo si allontani da loro la jella. Gli amanti dei gatti – ma anche le persone dotate di buon senso – non possono che inorridire al sentire simili notizie.

Che fare, se la mentalità generale non ce la fa ad evolversi? Come agire, se nel 2005 sopravvivono ancora le credenze del Medioevo? Che il considerare un gatto nero “jettatore” sia una stupidità, lo dimostra il fatto che nei Paesi anglosassoni è vero il contrario. In Inghilterra, ad esempio, il gatto nero porta bene. In un suo libro, lo zoologo Desmond Morris, un’autorità mondiale in fatto di gatti, spiega da cosa nasce l’abitudine di ritenersi fortunati se un micio nero entra in casa. Morris racconta che nell’antico Egitto la visita di un gatto nelle abitazioni era sempre festeggiata perché significava avere lontani i topi. Col tempo questa credenza, esportata in Europa, venne applicata ai soli gatti neri e rimase valida anche in epoca Medioevale, quando la Chiesa dichiarò guerra a tutti i piccoli felini perché amici del diavolo. E’ bene ricordare che tra il 1000 e il 1700 vennero uccisi milioni e milioni di gatti in nome della fede e c’è chi sostiene che fu anche per questo irresponsabile massacro che dilagarono le epidemie di peste: se ci fossero stati i gatti a cacciare i ratti, portatori della malattia, la peste avrebbe fatto meno vittime. Desmond Morris continua spiegando che in quel periodo anche in Gran Bretagna si consideravano i gatti neri creature demoniache ma c’era la convinzione che restare illesi dopo averne incontrato uno significava avere una grandissima fortuna. Da ciò, i gatti col pelo scuro diventarono degli amuleti. Ancora oggi nella contea dello Yorkshire la gente è convinta che se un gatto nero entra di buon mattino in camera da letto, la giornata sarà splendida e fortunata. E se a vedere il gatto è una ragazza giovane, significa che presto si sposerà. Esiste infatti il detto “Quando il gatto di casa è nero, alle ragazze non mancheranno gli spasimanti.”

Secoli e secoli di superstizione hanno però reso i mici neri scaltri e guardinghi. Tra i gatti europei, razza che può presentare una moltitudine di colorazioni del mantello, i neri sono quelli più decisi e quelli che sanno meglio di tutti adattarsi alle difficoltà. E’ stato rilevato che più della metà dei gatti randagi presenti nelle città, dove la vita è difficile, è proprio di colore nero.

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Messaggioda president » martedì 25 marzo 2008, 22:37

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Messaggioda president » martedì 25 marzo 2008, 22:49

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Messaggioda president » martedì 25 marzo 2008, 23:08

Ascar il nostro enologo di fiducia e Vice President
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Messaggioda president » martedì 25 marzo 2008, 23:19

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Messaggioda president » martedì 25 marzo 2008, 23:24

Diamantino E diamantina , President della Motostaffetta Friulana
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Messaggioda president » martedì 25 marzo 2008, 23:31

nik Luki ma anche luca di manzan, nella foto è quello con i capelli
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Messaggioda president » martedì 25 marzo 2008, 23:44

Il Pit Bull non toccatelo quando mangia può mordere
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Messaggioda president » martedì 25 marzo 2008, 23:50

Mettius e Marily è stato abbagliato dalla luce del president
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